Tre regole
che dipendono dal motore
La patente. L'art. 39 del Codice della nautica da diporto rende obbligatoria la patente, entro le 6 miglia e nelle acque interne, quando il motore supera i 30 kW, cioè 40,8 CV, o la cilindrata prevista per il suo tipo: 1.000 cc per un fuoribordo a quattro tempi. Le due condizioni valgono insieme: per andare senza patente il motore deve stare sotto entrambe. Oltre le 6 miglia la patente serve sempre, con qualunque potenza. Senza patente conduce chi ha compiuto 16 anni, se il gommone è un natante.
La patente D1. Esiste anche la patente di categoria D, tipo D1 (art. 27-bis del D.M. 146/2008, inserito dal D.M. 17 settembre 2024, n. 133): è rilasciata a chi ha compiuto 16 anni, vale solo di giorno, entro 6 miglia dalla costa e su scafi fino a 12 metri, fino ai 18 anni soltanto sui natanti, e ammette un motore fino a 85 kW, cioè 115,6 CV, con un fuoribordo a quattro tempi non sovralimentato fino a 2.400 cc. Da quando si possono fare il corso e l'esame ve lo dice la scuola nautica. Il NAVY 5.50, che arriva fino a 115 CV, sta sotto quella soglia di potenza; la cilindrata la leggete sulla targhetta del motore che scegliete.
L'assicurazione. Non esiste una soglia di cavalli sotto la quale il motore non si assicura. L'art. 41, comma 2, del Codice della nautica e l'art. 123, comma 3, del Codice delle assicurazioni estendono l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile ai motori amovibili «di qualsiasi potenza»: la polizza segue il fuoribordo e copre il natante su cui è montato. Anche il 40 CV va assicurato.